Non occorre indulgere nella dietrologia per comprendere ciò che sta accadendo nel Partito Democratico vibonese. Bastano gli atti ufficiali, le lettere protocollate e la successione degli avvenimenti. Nel giro di pochi giorni, Laura Pugliese, capogruppo scelta appena qualche mese prima, ha lasciato il partito per aderire a Casa Riformista-Italia Viva. Subito dopo Antonella Petracca è stata espulsa dal gruppo consiliare ed è approdata al Gruppo Misto. Nel frattempo, il Pd ha nominato Maria Fiorillo capogruppo e Umberto Lo Bianco vicecapogruppo, accompagnando la riorganizzazione con una nota nella quale avverte che le condotte reiteratamente difformi dalla linea comune non saranno più considerate compatibili con la permanenza nel gruppo. La sequenza è abbastanza eloquente: una consigliera se ne va, un’altra viene accompagnata alla porta e chi rimane annuncia il ritorno della disciplina. Più che una ripartenza, sembra il tentativo di rimettere in ordine il salotto mentre nella stanza accanto continuano a cadere i calcinacci.
La capogruppo che lascia il partito ma non la maggioranza
Il primo paradosso porta il nome di Laura Pugliese. Era stata indicata come capogruppo del Pd dopo un confronto interno tutt’altro che indolore. La sua nomina avrebbe dovuto ricomporre gli equilibri. È durata pochi mesi. Pugliese ha lasciato il partito parlando di divergenze politico-amministrative, ma ha contestualmente assicurato il proprio sostegno al programma del sindaco. Esce dal Pd, dunque, ma non necessariamente dalla maggioranza. Una distinzione formalmente legittima che fotografa, tuttavia, la fragilità dell’intero edificio politico: il partito non riesce più a trattenere i propri consiglieri, mentre l’amministrazione prova a conservarne i voti. È il modello delle porte girevoli applicato alla politica locale. Si cambia sigla, si abbandona un gruppo, si aderisce a un altro partito, ma si continua a sostenere la stessa amministrazione. La coerenza non si misura soltanto con l’appartenenza a un simbolo, naturalmente. Ma quando i cambi di casacca si moltiplicano, diventa difficile sostenere che si tratti soltanto di fisiologico pluralismo.










