Decine e decine di corpi lasciati in decomposizione per anni, nascosti nella sua impresa funebre, mentre i familiari delle persone decedute ricevevano ceneri che non appartenevano ai propri cari. È questa la macabra vicenda che si è consumata a Hull, una città della contea dello Yorkshire, in Inghilterra, dove Robert Bush, proprietario di una ditta di onoranze funebri, si è dichiarato colpevole di 67 reati commessi nell’arco di 12 anni e ai danni di centinaia di famiglie. Lo riportano i media britannici. L’uomo è stato condannato a 20 anni di reclusione, nella giornata di venerdì 31 luglio, con accuse come impedimento di una sepoltura legittima, frode, attività commerciale fraudolenta e furto.
Nel corso delle indagini, gli investigatori avrebbero scoperto numerosi cadaveri in decomposizione all’interno dell’impresa gestita dal 48enne. Alle famiglie delle vittime era stato detto che i corpi erano stati cremati e in alcuni casi erano anche stati consegnati i contenitori con le ceneri. “L’imputato era talmente concentrato sul proprio arricchimento da comportarsi in modo sconvolgente e vergognoso nei confronti delle persone decedute. La terribile verità è che chiunque abbia affidato un proprio caro alla Legacy (l’impresa funebre gestita da Bush, ndr) durante gli anni della sua attività non può più avere alcuna certezza sul modo in cui sia stato trattato né sull’identità della persona a cui appartengano le ceneri ricevute”, ha detto ad esempio il giudice che si è occupato del caso, Justice Hilliard.











