Intervista alla madre di Gabriele De Tursi, il giovane scomparso nel nulla da Strongoli 13 anni fa: «Restituitemi il suo corpo».

STRONGOLI – L’ombra di un fascicolo di 1.400 pagine si sovrappone, ogni mattina, a un gesto d’amore che sfida il tempo e la rassegnazione. Anna Dattoli entra nella camera di suo figlio Gabriele De Tursi, scopre le lenzuola e gli rifa il letto. Aprire l’armadio, sfiorare i suoi vestiti, cercarne l’odore è l’unico modo per tenere in vita quel ragazzo di 19 anni inghiottito dal buio il 5 giugno del 2013 a Strongoli. Mentre la giustizia sfilaccia il caso tra tronconi stralciati e accuse minori per droga e armi, l’inchiesta condotta da carabinieri e Dda di Catanzaro fa emergere un quadro cupo di omertà, piazze di spaccio della cosca Giglio, ritrattazioni sospette e piste deviate. Il Quotidiano ha dedicato un ampio servizio su frammenti finora inediti restituiti dai faldoni. Un servizio che la signora Dattoli ha letto versando lacrime. Ma per la donna, oltre i faldoni della Procura, c’è una verità nascosta che urla. E che oggi, dopo la pubblicazione degli atti giudiziari, torna a pretendere risposte concrete.

Signora Anna, leggere gli atti dell’inchiesta e i dettagli su come sarebbe maturata la scomparsa di Gabriele fa riaffiorare una ferita mai rimarginata. Come sta vivendo queste ore?