Terreni sequestrati per accertare il disboscamento e l'inquinamento ambientale dopo l'incendio del luglio 2025 al Lido Silvana. È quanto emerge da un decreto notificato ieri mattina ai proprietari di diverse aree della marina di Pulsano che lo scorso anno fu nuovamente colpita da un terribile incendio: un rogo certamente non paragonabile a quello del 2024 che oltre a distruggere ettari di macchia mediterranea provocò anche la morte di una donna anziana, ma in ogni caso frutto anche, secondo gli inquirenti, della incuria di chi non ha mai rispettato l'ordinanza di sfalcio e potatura di terreni incolti che hanno facilitato la crescita del fronte di fuoco e quindi dei suoi danni.
Il fascicolo di indagine, al momento contro ignoti, porta la firma del pubblico ministero Francesca Colaci che contesta il reato di inquinamento ambientale e nel documento scrive che il sequestro probatorio di quei terreni in località “Bosco Caggione” è necessario per approfondire le indagini sul disboscamento e su una compromissione dell'ecosistema sui la magistratura sta indagando. I sigilli alle aree andate in fumo dodici mesi fa servono quindi a compiere «i doverosi accertamenti tecnici e le misurazioni indispensabili ai fini delle indagini». La procura evidentemente ritiene che in alcune di quelle aree siano stati tagliati alberi e modificati dopo l'incendio al punto da causare un danno all'ambiente: una tesi chiaramente ancora in fase di indagini e per la quale la magistratura sta continuando a cercare riscontri per valutare eventuali corresponsabilità










