HomeSarzanaCronacaVilla Ollandini. L’ipotesi di utilizzo c’è ma il recupero è fermoIrrisolto il nodo dei luoghi di proprietà privata abbandonati. Anche per il resort nell’ex colonia Olivetti si attende un segnale. .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciTorna a far parlare di sé villa Ollandini. Questa volta non per polemizzare sull’abbandono ormai ultraventennale dello storico complesso o per raccontare di nuovi mirabolanti progetti di recupero e riconversione. A riportarla alla ribalta è una brutta storia, di quelle che non si vorrebbero mai sentire. Il ritrovamento, lunedì scorso, del corpo senza vita di un cinquantenne, un senza tetto di Livorno, in una pertinenza della villa. Su cosa sia successo stanno indagando gli organi competenti. Ma il fatto solleva la questione dei luoghi abbandonati che, a villa Ollandini come nel cantiere chiuso dell’ex colonia Olivetti a Marinella e altri luoghi analoghi, diventano rifugio per persone senza fissa dimora.

Vicenda fortunatamente episodica quella di lunedì, che però aggiunge un macabro tassello alla storia infinita della villa che ha visto chiudere i cancelli ai primi del Duemila con la dismissione del polo ambulatoriale del Sert della Asl 5. Da allora, passaggi di proprietà e ipotesi di progetti di recupero e riutilizzo non sono mancati: da biblioteca con parco pubblico e limonaia a Rsa. Tutti solo sulla carta. L’ultimo è dell’inizio di quest’anno. Fu presentato a febbraio alla sindaca Cristina Ponzanelli e al vicesindaco e assessore all’Urbanistica Carlo Rampi in un incontro a Roma, al quartier generale di Fintecna, il polo dei servizi immobiliari e dei processi liquidatori del gruppo Cassa Depositi e Prestiti (CDP) proprietaria del complesso. L’idea, questa volta, è realizzare un polo di servizio per grandi aziende a locazione di lungo periodo, nove anni più nove. In sintesi, Fintecna cercherà un soggetto interessato. Una volta trovato, si farà carico della ristrutturazione che sarà progettata sulle esigenze dell’affittuario. Percorso lungo e complesso.