Lo Stato combatte il fumo, mette in guardia contro l'abuso di alcol e finanzia campagne per prevenire la ludopatia.

Allo stesso tempo, però, una parte non trascurabile delle sue entrate arriva proprio da quei consumi che le politiche pubbliche cercano di contenere. È il paradosso delle cosiddette «imposte sui vizi»: accise, prelievi e imposte che ogni anno garantiscono alle casse pubbliche 28,5 miliardi di euro, oltre 2 miliardi al mese e più del valore dell'ultima manovra di bilancio siglata dal governo Meloni.La voce più importante per fare cassa è quella dei tabacchi.

Sigarette, sigari, trinciati e prodotti a tabacco riscaldato hanno portato 15,6 miliardi nelle casse pubbliche nel 2025, una cifra record.

Ciò significa che oltre 40 milioni al giorno entrano nell'Erario grazie agli 11 milioni di italiani che fumano, il 20,5% della popolazione, registra l'Istat.

Anche perché, su un pacchetto di sigarette, tra accise e Iva, fino all'80% del prezzo finale è rappresentato da imposte.