Nella seduta di giovedì 30 luglio, il dollaro-yen ha fatto quello che normalmente richiederebbe settimane: è precipitato da 163 yen a un minimo di 157 yen, cinque figure bruciate in poche ore.
L'intervento delle autorità giapponesi sul mercato dei cambi (si stima un'operazione da circa 8,45 trilioni di yen, oltre 53 miliardi di dollari) ha provocato uno dei movimenti più bruschi sul cross valutario più scambiato al mondo.
Poi, nel giro di ventiquattr'ore, il dollaro ha recuperato terreno, riportandosi intorno a 160,30 yen, salavo poi chiudere la settimana nuovamente in flessione a 159,3 yen.
Sono passate botte da orbi, tra operatori e banca centrale.
Alla fine, il primo round, l’ha vinto ai punti la BoJ.















