Goito (Mantova), 1 agosto 2026 – Lo hanno accusato di uno dei reati più odiosi, la violenza sui bambini, e ha trascorso quattro anni e più in una prigione kenyota. Da ieri, però, l’incubo è finito per Paolo Camellini, 53 anni, di Goito: finalmente è arrivata l’assoluzione piena, che gli consentirà di essere scarcerato e di tornare presto in Italia.
Ma la battaglia per arrivare a questo risultato è stata lunga: a combatterla è stato lui, che si è sempre proclamato innocente, la sua famiglia (il fratello Mauro e la mamma Lisa) che lo ha sostenuto, una comunità che ha raccolto i fondi necessari ad assicurare la sua difesa e, naturalmente, le autorità diplomatiche italiane a Nairobi.
Il 53enne ha trascorso quattro anni e più in una prigione kenyota
L’inizio dell’incubo
La brutta avventura dell’artigiano mantovano era iniziata il 16 febbraio 2022. Quel giorno viene arrestato dalla polizia di Kisumu, una località nella zona del Lago Vittoria a nord-est del Paese. L’imputazione è di aver abusato di un minore e arriva direttamente dalla sua cerchia privata: a puntare il dito su di lui è l’ex moglie kenyota, che lo accusa di aver abusato del figlio che aveva avuto da una precedente relazione.










