Per capire quanto fresca è l’Italia del nuoto capace di vincere l’oro alla prima gara degli Europei di Parigi, bisogna guardare non solo la festa del quartetto del team event dei tuffi, ma ascoltarne il motivo. Chiara Pellacani, 23 anni e 20 medaglie in questa competizione (tutto giusto secondo lo slancio di precocità), Matteo Santoro, 19 anni e già veterano perché si è presentato a 15, Sarah Jodoin Di Maria, 26 anni, più matura e Raffaele Pelligra, 17 anni esordiente da campione junior. Sono i quattro della dab, perché decidono di festeggiare con questa mossa da anima giapponese diventata dance. Lo stile è in sincrono sopra il trampolino e pure sotto il podio e dichiara che il successo non è una sorpresa. Voluto, anticipato, inseguito e messo in acqua in una sequenza che alterna trampolino e piattaforma, singolo e doppio per una somma da titolo nella prova a squadre. Gli azzurri comandano con 410.60 punti seguiti da russi a 385.80 (tornati in massa anche se ancora legati al nome neutrale) e ucraini, terzi a 368.20. La situazione potrebbe pure creare un certo imbarazzo, invece tra i complimenti di argento e bronzo, che tra loro non si considerano, l’Italia ci mette il gesto. L’idea di movimentare la celebrazione e così, involontariamente, spostarla dalla geopolitica al fumetto. Non basta. In quello scatto di braccia che si piegano su teste abbassate c’è la voglia di «rimettere in circolo una mossa che ormai è passata di moda. La nostra è la turbo dab, chiamiamola così». Lo dice Santoro, lui da quest’anno ha raggiunto Pellacani a Miami, si allena e studia negli Usa ed è l’addetto alla creatività. Si prende il ruolo proprio perché è ancora teenager e già ha messo insieme un numero di presenze in nazionale che gli consentono di guidare il gruppo. Atleti con una certa verve. La dab esce dai manga negli Anni Novanta, ma si trasforma in stile circa un decennio dopo nella scena hip hop di Atlanta e prima di passare allo sport ci mette altre stagioni. L’hanno fatta Pogba, prima di affidarsi agli stregoni, Hamilton, ancora in Mercedes, Hillary Clinton al salotto televisivo di Ellen DeGeneres nell’ottobre 2016, tutti i candidati alle elezione francesi, compreso il vincitore Macron, al dibattito in prima serata del marzo 2017. Goliardata dell’altro ieri, definizione di una serenità esibita con divertimento, dichiarazione pop già strappata al passato dal quartetto azzurro. Tanto in anticipo da prendere contro tempo il responsabile tecnico del settore. Per Oscar Bertone, uno abituato a guardare avanti, tanto da convocare costantemente una super gioventù, quella è l’esultanza di Bolt. E i quattro alla fine fanno una concessione e aggiornano la mossa in «turbo dab». Sintesi con la velocità che non era nelle intenzioni. Alla fine però torna: tre su quattro hanno bruciato i tempi in carriera e la quarta Jodoin, ha fulminato il recupero. Un mese fa aveva un polso fuori uso e ancora deve gestire le conseguenze. Insieme raccontano la forza di un movimento minuscolo che è sempre competitivo e riesce pure a rinnovarsi. Danno anche il via a quest’estate azzurra in cui tra nuoto e atletica ci sono più di 360 medaglie da inseguire. Prima uscita e oro, con un debuttante e giusto un’atleta sopra i 25. Pelligra magari si ritroverà a fare i conti con le emozioni nei prossimi giorni, per ora pare a suo agio. Anzi, scherza pure sull’agitazione dei genitori: «Li ho sentiti anche troppo emozionati e allora li saluto forte e dedico l’oro, così si mettono tranquilli». Tanto giovani da considerare il dabbing appena uscito dai primi piani, un gesto vintage.