Nel documento del Governo il Mameli di Cagliari è strategico anche per le merci. Calledda (M5S): «Difficile se lo privatizzano»01 agosto 2026 alle 00:17Le previsione del Piano nazionale per gli scali di Cagliari, Olbia e Alghero

Dopo la Corte dei Conti e l’Autorità nazionale per l’anticorruzione, la privatizzazione degli aeroporti sardi rischia di andare a sbattere contro il Piano nazionale aeroporti 2026-2035 (Pna): il Governo l’ha adottato a maggio e diventerà pienamente operativo una volta ottenuta la valutazione ambientale strategica.

Posizioni opposte

Bisogna andare a pagina 71 per trovare la prima grande discrepanza tra lo scenario sardo e la «pianificazione di sistema» auspicata dal ministero dei Trasporti, quel Mit che suggerisce alle Regioni di «promuovere la costituzione di Sistemi aeroportuali mediante l’integrazione e la collaborazione della società di gestione, senza necessariamente modificazioni soggettive nella titolarità degli atti concessionari». L’esatto opposto di quanto la Giunta Todde punta a fare, attraverso una spesa di 30 milioni di euro per arrivare al 9,25% nella futura holding isolana. Un’operazione con «aspetti poco chiari», ha detto in sede di parifica del bilancio regionale la procuratrice della Corte dei Conti, Valeria Motzo. La gestione unica sarebbe a trazione privata, con il fondo F2i Ligantia al 50,25%, mentre il restante 40,5% lo prenderebbe la Camera di commercio di Cagliari e Oristano scambiando quella quota di minoranza con l’attuale controllo del Mameli del capoluogo, unico aeroporto rimasto pubblico in Sardegna e di cui l’ente camerale detiene il 94,45%.