“L’insensibilità come sentimento, l’insensibilità come movente, l’insensibilità come ragione di esistere, l’insensibilità come estasi”: è un nichilismo assolutamente pieno di significato, passione, dolore, il motore di Le schegge, l’ultimo romanzo dato alle stampe da Bret Easton Ellis, nel 2023 (uscito in Italia per Einaudi, con la traduzione di Giuseppe Culicchia), pronto adesso a debuttare anche sui nostri piccoli schermi trasformato in una serie che rischia di far saltare il banco delle fiction hollywoodiane. The Shards segna infatti lo storico incontro tra Ellis e quello che è una sorta di suo Doppelgänger tv, uguale ma specularmente opposto, lo sceneggiatore regista e produttore 61enne Ryan Murphy: un cortocircuito culturale dal potenziale esplosivo. Non a caso il debutto di The Shards è atteso solo per il 5 agosto su Disney+ ma le speculazioni sulla collaborazione artistica che l’ha generato campeggiano già da settimane sui giornali statunitensi, da Vulture a The Hollywood Reporter, a Variety.

Con il suo monumentale ultimo romanzo Bret Easton Ellis ci riporta nella Los Angeles anni ’80 degli adolescenti ricchi, vuoti, devastati e perduti di Meno di zero. È tra gli omologhi dei ragazzi del suo fulminante esordio letterario, pubblicato nell’85 da Ellis ventenne – il cult American Psycho sarebbe arrivato nel ’91 – che lo scrittore californiano oggi 62enne ambienta le avventure di sé stesso studente della Buckley e dei suoi giovani amici. Lo fa tra amori gay, etero e indecisi, tra feste e sballi, Valium, Quaalude, erba e cocaina, e solitudini di teenager e imprese orripilanti di un serial killer. Lo fa tra l’estetica dell’insensibilità e l’orrore della perdita dell’innocenza – i suoi “classici“ –, fino allo strazio, perché “questa era la vita, questa era la morte, alla fine non importava a nessuno, eravamo soli”.