Mario Adinolfi, arrestato per truffa per la sua Scommessa Collettiva, resta ai domiciliari: il Tribunale del Riesame respinge le richieste della difesa.
Mario Adinolfi.
Mario Adinolfi, arrestato per truffa a Roma lo scorso 8 luglio per la sua Scommessa Collettiva, resta ai domiciliari. È quanto deciso dai giudici del Tribunale del Riesame di Roma che hanno respinto la richiesta di revoca della misura cautelare avanzata dalla difesa, confermando quanto formulato dalla Procura. Il giornalista e leader de Il Popolo della Famiglia, è indagato per truffa aggravata e continuata, abusiva raccolta del risparmio, attività finanziaria senza autorizzazione e omessa dichiarazione dei redditi. Gli arresti domiciliari sono stati confermati dal gip lo scorso 18 luglio. Nel frattempo, però, i legali della difesa, gli avvocati Riccardo Di Lorenzo e Pablo De Luca, stanno valutando un possibile ricorso in Cassazione. Intanto per Adinolfi, che non ha potuto presenziare oggi all'udienza, continuano gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
La difesa di Adinolfi: "Ingiustizia grave nei miei confronti" Prima ancora che in Tribunale, Adinolfi ha iniziato a difendersi tramite i suoi legali non appena finito ai domiciliari, affermando che quella messa in atto nei suoi confronti sarebbe una grave ingiustizia. Per farlo si è trovato a commentare anche un altro caso di cronaca alla ribalta nelle stesse settimane del suo arresto, quello che riguarda l'attentato a Sigfrido Ranucci. "Valter Lavitola è a piede libero ed è indagato come mandante di un attentato. Lo invidio: io sono ai domiciliari per molto meno". Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Adinolfi avrebbe presentato la sua Scommessa Collettiva come un investimento per chiunque partecipasse. A fronte di un versamento, si sarebbero potute ottenere grosse vincite e, nel caso questo non fosse successo, un minimo di restituzione di denaro era sempre garantita. "Chi ha vinto con Scommessa Collettiva non ha denunciato", si è difeso Adinolfi, Ma, come spiega chi invece lo ha fatto, non sempre il denaro è stato restituito.






