La giudice tutelare del Tribunale civile di Milano ha accolto il ricorso di Wanda Nara e ha autorizzato, con un decreto immediatamente esecutivo, il rilascio dei passaporti per Francesca e Isabella anche senza il via libera di Mauro Icardi, scaricando sul calciatore anche il pagamento delle spese legali.

L'ennesimo capitolo della infinita telenovela tra Wanda Nara e Mauro Icardi – il cui matrimonio ormai è morto e sepolto, il calciatore ora sta con la ‘China' Suarez – si sposta di nuovo tra le aule di tribunale, e questa volta ad avere la meglio è la showgirl argentina, diversamente da quanto accaduto pochi giorni fa circa gli assegni di mantenimento, negati in quelle dimensioni (di centinaia di migliaia di euro) dal Tribunale di Milano. Stavolta l'oggetto del contendere erano i passaporti delle due figlie (chiaramente minori d'età) della coppia, Francesca e Isabella, rimaste bloccate in Italia dopo un guaio non da poco accaduto recentemente.

La giudice tutelare del Tribunale civile di Milano ha accolto il ricorso di Wanda e ha autorizzato l'emissione dei passaporti per le due figlie anche senza il consenso del padre, che si era opposto. La storia parte da un furto: qualche giorno fa, mentre la 39enne argentina era in vacanza in Italia, le hanno svaligiato la villa di Galliate, in provincia di Novara. Tra le altre cose sono spariti alcuni preziosi e, soprattutto, i documenti delle bambine. Da lì la necessità di rifare i passaporti in tempi rapidi, perché le ragazze devono rientrare in Argentina, dove vivono da un paio d'anni, ovvero dalla fine (definitiva) della relazione con Icardi. Per potere ottenere nuovi passaporti per Francesca e Isabella e farle dunque rientrare in Argentina serviva per legge il consenso di entrambi i genitori. Ed è qui che la situazione è precipitata. Di fronte al rifiuto del 33enne calciatore – appena svincolato dal Galatasaray e nel mirino del Como – di firmare l'autorizzazione, Wanda Nara si è rivolta direttamente alla giustizia milanese tramite l'avvocato Giuseppe Di Carlo.