Abderrahim Mansouri, la vittima e, a destra, Carmelo Cinturrino, l’agente accusato dell'omicidioMilano, 31 luglio 2026 – Per gli investigatori le colpe di Carmelo Cinturrino sono talmente evidenti, da consentire di “saltare” un passaggio nella sua vicenda giudiziaria. La Procura di Milano ha chiesto il processo con rito immediato, con cui si salta l'udienza preliminare, per l'ex poliziotto del commissariato Mecenate accusato dell'omicidio premeditato di Abderrahim Mansouri, pusher 28enne eliminato con un colpo di pistola alla testa da circa 30 metri nel bosco di Rogoredo il 26 gennaio.

Resta aperta, invece, la tranche, sempre coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pm Giovanni Tarzia e condotta dalla Squadra mobile della Polizia, in cui Cinturrino, con altri 6 colleghi, è indagato per oltre 30 capi di imputazione, tra cui spaccio, estorsione e arresti illegali.

Gli avvisi

Secondo l'inchiesta, passata per accertamenti balistici, una ricostruzione in 3d, analisi tecniche e scientifiche e l'ascolto di numerosi testimoni, l'ex assistente capo Cinturrino, nel frattempo espulso dalla Polizia, avrebbe "minacciato" più volte il 28enne con frasi, riportate dai testi, come "o ti arresto o ti ammazzo" e parlando con altri "dì a Zack (soprannome di Mansouri, ndr) che se lo becco io lo uccido" e ancora "mi raccomando, ricorda a Zack che lo ammazzo".