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Una situazione di totale emergenza, insostenibile e senza precedenti. Inevitabile la scelta del governo di un intervento dopo le notizie che arrivano dalle enclavi spagnole in Marocco Ceuta e Melilla. Il Viminale, si legge in una nota, "ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna". La decisione "è stata assunta a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato analisi sull'immigrazione e sicurezza delle frontiere che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale. Inoltre, a seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l'omologo francese, Laurent Nunez, è stata condivisa l'opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell'ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia".

A Ceuta entrati in 60mila. Mezza Europa condanna Sanchez e segue l'Italia su Schengen

Ieri la premier Giorgia Meloni aveva in qualche modo anticipato la decisione odierna. Piccata la reazione del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. "La solidarietà e l'empatia sono opzionali. Il rispetto dei trattati europei e dei dati, no", dichiara il socialista su X elencando il "numero di ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026 secondo Frontex", a cominciare da quelli con il nostro Paese. "Attraverso l'Italia: 478.600. Attraverso i Balcani occidentali: 340.600. Attraverso la Grecia: 259.800. Attraverso la Spagna: 234.760. Attraverso il confine orientale: 48.000". "Non è tempo di dividere - conclude Sanchez -. È tempo di continuare a costruire un'Ue forte e unita".