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Ai Mondiali di scherma di fine luglio, finiti ieri a Hong Kong, l’Italia ha vinto quattro ori e quattro argenti ed è così arrivata prima nel medagliere del torneo. È l’ennesimo grande risultato del paese più vincente della storia di questo sport: se si considerano infatti le Olimpiadi, i Mondiali e gli Europei – insieme o separatamente – nessuno supera l’Italia.

E pensare che la scherma in Italia non conta su numeri particolarmente alti. Secondo gli ultimi dati disponibili, quelli del 2024, i tesserati attivi sono poco più di 20mila, meno del tiro con l’arco (27.229), del tennistavolo (22.279) e persino di biliardo e bowling (30.666). Gli schermidori italiani, poi, sono anche molti meno di quelli degli altri paesi con cui spesso compete: negli Stati Uniti ce ne sono circa 45mila, in Francia oltre 50mila e in Cina tra i 30 e i 60mila, a seconda delle stime.

Eppure ci sono pochi sport in cui l’Italia va così bene come nella scherma, forse nessuno. Il merito è di una federazione nazionale, la FIS, ben gestita e dotata di risorse significative. Nel 2026, proprio grazie ai suoi importanti risultati sportivi, la FIS ha ricevuto oltre 10 milioni di euro di contributi pubblici, una cifra di poco inferiore a quella ricevuta dalla FIP, la federazione italiana di pallacanestro.