Daniel Malikyar ha conosciuto l’Afghanistan attraverso i racconti della sua famiglia emigrata negli Stati Uniti nel 1979. Pochi anni fa ha deciso di andare a scoprirlo da vicino, per raccontarne la bellezza e l’umanità, offuscate dal ritorno dei taliban al potere e dalla crisi umanitaria
Un picnic a Bamiyan, una provincia nel centro dell’Afghanistan
Daniel Malikyar ha conosciuto l’Afghanistan attraverso i racconti della sua famiglia emigrata negli Stati Uniti nel 1979. Pochi anni fa ha deciso di andare a scoprirlo da vicino, per raccontarne la bellezza e l’umanità, offuscate dal ritorno dei taliban al potere e dalla crisi umanitaria
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a famiglia del fotografo Daniel Malikyar emigrò dall’Afghanistan negli Stati Uniti nel 1979, poche settimane prima dell’invasione sovietica. Lui è cresciuto a Los Angeles, in California, e da bambino trascorreva gran parte delle vacanze in Virginia con il nonno, che amava fotografare e filmare la loro vita quotidiana. È stato osservando quel modo di conservare i ricordi che Malikyar ha sviluppato la passione per la fotografia: “Dopo gli attentati dell’11 settembre, nell’immaginario occidentale l’Afghanistan è stato associato alla guerra e al terrorismo. Ma nella mia famiglia lo raccontavano in modo diverso, attraverso la cucina, la musica, la poesia e le foto conservate dai miei genitori in cui si vede com’era la vita negli anni sessanta e settanta, un periodo di pace e prosperità”.







