Non si tratta “solo” di trascorrere un periodo di ferie lontano da casa. Se il 30% delle famiglie italiane con minore a carico non si può permettere una vacanza vuol dire che la soglia di povertà aumenta; vuol dire che la vacanza è ritenuta un lusso; vuol dire che quei minori non hanno la possibilità di vedere e conoscere altre realtà lontane dal loro mondo e questo implica gioco forza una povertà di conoscenza per i bambini.
Una percentuale che supera il 50% addirittura per le famiglie con tre o più figli.
La Fondazione Openpolis ha approfondito questa situazione attraverso i dati disponibili, <per comprendere meglio quanto incide la rinuncia alle vacanze e i fattori di fragilità socio-economica che ne possono essere alla base>.
Sviluppo personale
La considerazione iniziale degli esperti è che <Il periodo estivo non ha soltanto finalità di riposo. Si tratta anche un periodo in cui si fanno esperienze di socialità e apprendimento slegate dal contesto scolastico, che possono portare a una maggiore maturità emotiva e cognitiva dei minori. La mancanza di tali stimoli rischia di aumentare la distanza tra i bambini che beneficiano di certe esperienze durante il periodo estivo e coloro che rimangono a casa a causa di difficoltà economiche. Questa barriera presente per alcuni minori è a tutti gli effetti una sfaccettatura della “trappola della povertà educativa”>.








