Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti“Il casco da cantiere deve avere lo stesso valore del tocco di laurea”. A dirlo il nuovo premier britannico, il laburista Andy Burnham. La ragione è semplice: il 36 per cento dei laureati inglesi svolge un lavoro per il quale sarebbe sufficiente un diploma, mentre un milione di giovani è Neet, cioè sta a casa, senza un titolo di studio e senza lavoro. Per decenni il sistema scolastico inglese è stato costruito attorno all’idea che, per raggiungere nella vita i traguardi più ambiziosi, la strada maestra fosse quella accademica. Tony Blair, il laburista che più di ogni altro ha incarnato questa impostazione, aveva fissato un obiettivo: almeno la metà dei diplomati avrebbe dovuto proseguire gli studi fino alla laurea.
Oggi è proprio un governo laburista a prendere atto del fallimento di quella impostazione e a proporre una contro-rivoluzione. La riforma dell’istruzione tecnica e professionale del primo ministro punta ad avvicinare la scuola al mondo reale. Gli istituti, in collaborazione con le imprese, dovranno costruire percorsi tecnici e professionali legati alle opportunità offerte dai territori. Ma non è solo una revisione di programmi, è una rivoluzione culturale e sociale quella annunciata da Burnham quando afferma le competenze tecniche debbano finalmente godere dello stesso riconoscimento sociale dei titoli accademici.






