Software doc per la trasmissione telematica dei corrispettivi. Dovranno assicurare le stesse garanzie tecniche offerte dai registratori di cassa. E l’Agenzia delle entrate dovrà chiarire la non ammissibilità di forme di intermediazione e automazione che alterino il rapporto tra esercente e procedura telematica dell’AdE.
Il problema dell’esplosione incontrollata di dispositivi e applicativi non conformi alla normativa fiscale (cosiddetti «velocizzatori»), soluzioni Pos «all-in-one» che automatizzano l’interazione con la WebApp dell’Agenzia delle Entrate (la procedura “Documento commerciale online”) per consentire la trasmissione dei corrispettivi (si veda ItaliaOggi del 15 luglio) è arrivato sul tavolo delle commissioni finanze di Camera e Senato che hanno chiesto di inserire nel testo finale del decreto omnibus una norma ad hoc.
Dopo Montecitorio (si veda ItaliaOggi di ieri) anche palazzo Madama ha recepito nel testo finale del parere, approvato ieri, l’impegno a integrare la disposizione dell’omnibus che contiene le modifiche al nuovo Testo unico Iva (dlgs n.10/2026) in vigore dal 2027. Si chiede al governo di prevedere che con uno o più provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate, sentito il Garante privacy, vengano definite le specifiche tecniche per la realizzazione, approvazione e rilascio di soluzioni software “in uniformità operativa e coerenza con le specifiche tecniche già stabilite per le soluzioni hardware”. In particolare, i produttori di software dovranno assicurare la libera disponibilità delle soluzioni mediante fornitura diretta in regime di libera concorrenza agli utenti che ne fanno richiesta, garantendo con continuità i necessari aggiornamenti. I servizi di assistenza e manutenzione dovranno essere prestati attraverso laboratori abilitati dall’Agenzia delle entrate.








