Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiOgnuno ha la sua spina nel fianco. Il centrodestra deve fare i conti con Roberto Vannacci, il campo largo con Chiara Appendino, diventata l’enfant terrible del M5s e dei suoi alleati. Giuseppe Conte è in imbarazzo perché lei controlla gran parte del movimento piemontese e va oltre, proponendosi come leader dell’area pura-e-dura del movimento, nonostante la non esaltante esperienza di sindaco di Torino (dal 2016 al 2021) tanto che non si ripresentò per un secondo mandato e nelle urne colei che aveva indicato a succederle, Valentina Sganga, fu sconfitta del centrosinistra capeggiato dal Pd, Stefano Lo Russo.

Si consolò facendosi eleggere alla Camera.

I battibecchi con Conte e la spaccatura in Piemonte

I suoi battibecchi con Giuseppe Conte l’hanno portata, lo scorso anno, alle dimissioni da vice-presidente del M5s. Così il Piemonte è diventata l’isola ribelle all’interno del movimento e la lancia di punta contro il campo largo a cui Conte ed Elly Schlein stanno lavorando. Infatti Appendino è strenua sostenitrice del movimento No Tav, punzecchia quasi quotidianamente il Pd, alza le barricate contro Matteo Renzi e invita il campo largo a chiudergli la porta in faccia, ha tenuto il M5s fuori dalla giunta comunale di centrosinistra di Torino, non ha voluto l’alleanza col Pd alle regionali, col suo candidato fermo al 7,6% (e la vittoria del forzista Alberto Cirio col 56,1%).