Chiesa e esercito: le scuse del Consiglio federaleTelegiornale 31.07.2026, 12:30Immagine d'archivio KeystoneDi: RTS/Telegiornale/Pa.St. “Il Dipartimento della difesa ha commesso un errore nel non avervi consultato in merito alla revisione della legge sull’esercito. Avrebbe chiaramente dovuto farlo. Vi chiediamo perdono”. È quanto si legge in una lettera insolita che giovedì il consigliere federale Martin Pfister, responsabile del Dipartimento della difesa, ha inviato alle Chiese cristiane svizzere.Si tratta di scuse dopo le polemiche suscitate dalla decisione di richiamare sacerdoti e pastori nell’esercito. Dal 1° giugno non è infatti più prevista l’esenzione dal servizio militare per gli ecclesiastici. La legge era stata modificata dal governo senza alcun preavviso e il Parlamento ne aveva poi approvato la modifica senza accorgersene. Ad oggi sono nove i pastori che sono già stati richiamati alle armi per terminare il loro periodo di servizio.Il governo sosteneva che la pastorale non fosse più importante per la società civile. Una valutazione che Pfister ha voluto correggere: “Siamo consapevoli dell’importanza degli ecclesiastici nelle situazioni di crisi. E apprezziamo il loro contributo al benessere spirituale delle persone che ne hanno bisogno” si legge ancora nella lettera.Un riconoscimento, questo, che ha placato gli animi dei vescovi: “Quando qualcuno chiede perdono e riconosce concretamente quando e dove ha sbagliato, il perdono lo merita” dice alla RSI Alain de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi di Lugano.Il consigliere federale Martin Pfister promette così rinvii di servizio ed esenzioni per coloro che non potrebbero lasciare la propria parrocchia. Ma per le chiese evangeliche questo resta insufficiente. “Non sono sicuro - afferma Stéphane Klopfenstein, pastore e direttore della Rete evangelica svizzera - che chiedere una deroga ogni volta che un pastore ha un’esigenza nella propria chiesa sia la soluzione giusta. Sicuramente non è la strada migliore. Sarebbe auspicabile che la questione fosse messa per iscritto e che fosse il Consiglio federale a stabilire le eccezioni”.Se il dibattito appare ormai avviato verso una conclusione, alle Chiese rimane comunque l’amaro in bocca per essere state dimenticate dalla politica in un Paese che continua a fare riferimento a Dio nel preambolo della propria Costituzione.CorrelatiTi potrebbe interessare