Spazi agibili da settembre, grande inaugurazione il 31 ottobre. I Murazzi sono quasi pronti e ad arredarne gli interni sarà lo studio Carlo Ratti. L’assessore comunale Francesco Tresso annuncia: «Avremo mostre e conferenze, il fiume sarà il protagonista». Lasciate ormai nel cassetto dei ricordi le serate di Willie Peyote e le mattinate al Doctor Sax, superati i sogni di un progetto unitario per riportare la musica e la notte tra le Arcate, sono almeno quattro anni che Torino aspetta il ritorno della navigazione sul Po, la darsena verso Moncalieri, i cinque attracchi e il nuovo River Center tra le arcate. Per navigare sui catamarani elettrici da 50 posti, si sa, bisognerà aspettare il prossimo anno. Via alla fornitura degli allestimenti e degli impianti multimediali La fine dei cantieri lungo il fiume, invece, era attesa come regalo di Natale dell’anno scorso. Il progetto è in parte cambiato, sono serviti aggiustamenti sulla parte elettrica, protezioni in caso di inondazione. Ma ora Tresso è ottimista: «I lavori termineranno il 31 agosto e abbiamo fatto partire la fornitura degli allestimenti e degli impianti multimediali». L’arredamento, insomma, in particolare di quello spazio che funzionerà da punto informativo, rivenditore di biglietti ma non solo. Ad occuparsene sarà lo studio di architettura di Carlo Ratti, che ha già studiato la trasformazione dei sette archi di proprietà del Comune: una determina dirigenziale di ieri ha dato il via libera a un affidamento diretto per «garantire coerenza estetica e continuità tecnica al progetto architettonico». L’investimento è di 44 mila euro, garantito dall’aiuto della Fondazione Crt, che si aggiungono ai 11,5 milioni del Pnrr utilizzati per il piano complessivo. Il battello da usare come un bus per spostarsi al Mauto Il progetto disegnato dallo studio dell’archistar deve ancora arrivare, ma gli obiettivi del River Center sono chiari da tempo: dovrà essere un hub di informazione, condivisione, esperienza a contatto con il fiume aperto a tutti i cittadini, un luogo di sperimentazione e innovazione per i temi legati ai cambiamenti climatici, transizione ecologica e risorse idriche. «Immagino il fiume come laboratorio a cielo aperto, elemento connotante della città - prosegue l’assessore - e quel luogo aperto a tutti per incontri, mostre: vorrei fare una convenzione con i due Atenei, perché i temi possono essere tantissimi, economici, ambientali, startup. Oltre ovviamente a informazioni per i turisti e vendita dei biglietti: immagino un visitatore che insieme al ticket per i battelli compra quello per il Museo dell’Auto e ci va proprio passando sul Po». Spazi polifunzionali, quindi, accanto a una caffetteria e un’aula studio-coworking. Dai Murazzi alle Vallere, al confine con Moncalieri Si tratta dell’ultimo tassello del grande progetto che prevede il ripristino della navigazione di 7,5 chilometri, con la riqualificazione dei 5 attracchi esistenti sul Po e la realizzazione di una darsena sulla sponda destra del fiume a monte della passerella Maratona, per il ricovero e la manutenzione delle nuove imbarcazioni. Gli attracchi sono pensati come “landmark” del sistema fiume e come nodi di interscambio e di connessione con residenze reali, musei, luoghi culturali, il sistema dei parchi fluviali, i sentieri della collina e la rete ciclopedonale. Valentino e Valentina saranno sostituiti da battelli full electric di ultima generazione, made in Finlandia, che effettueranno il servizio turistico nel tratto navigabile dai Murazzi alle Vallere, al confine con il Comune di Moncalieri. I principali punti di accesso alle imbarcazioni e di ricarica saranno quindi la darsena e i Murazzi, dove ora serve l’ultimo tocco dello studio Ratti, per la «grande inaugurazione» del 31 ottobre. Salvo imprevisti.
Murazzi, restyling pronto in autunno, e dal 2027 tornano i battelli: saranno dei catamarani
Affidati dal Comune i lavori per l’allestimento dello spazio per mostre e incontri sul fiume, l’ultima pennellata sarà di Ratti. Via le transenne entro fine es…








