Bologna, 31 luglio 2026 - Un telefono manca all’appello. Proprio mentre nello studio dell’ingegner Ferraro è iniziato l’accertamento irripetibile sull’altro cellulare di Abderrahim Fakir, la procura è al lavoro per trovare un tassello fondamentale per il mosaico investigativo.
Risulta infatti che il 42enne marocchino morto al Pilastro domenica 19 luglio avesse in uso un’altra utenza telefonica che risulta attiva, ma di cui non vi sono tracce. Nemmeno nell’abitazione di Anzola risultata l’ultimo domicilio noto di Abderrahim, il quale aveva vissuto anche a Borgonuovo di Sasso Marconi col fratello e in altre abitazioni sul territorio metropolitano.
Gli investigatori ritengono che questo secondo dispositivo potrebbe essere determinante per aiutare il lavoro di ricostruzione in particolare del perché Fakir fosse al Pilastro la domenica in cui è poi morto al culmine del fermo di polizia. Le ricerche del cellulare sono ancora in corso, mentre continuano le corpose testimonianze, con decine di persone già sentite dai pm. Senza escludere comunque nuove convocazioni qualora ci fossero dettagli da approfondire nell’esame dei filmati.










