Al suo secondo film, dopo l’apprezzatissimo Be with You, Lee Jang-hoon torna a conquistare il grande pubblico con Miracle: un feel-good movie capace di fare breccia nel cuore degli spettatori, come dimostra il Premio del pubblico al Far East Film Festival.
Siamo negli anni ’80. Il giovane Joon-kyeong dimostra di avere un talento innato per la matematica e le scienze. Orfano di madre, è cresciuto in una famiglia povera e in un luogo decentrato di campagna, che è raggiungibile dall'esterno solo attraverso un binario di raccordo, assai pericoloso da attraversare a piedi. Il ragazzo viene aiutato dalla sorella maggiore Bo-kyeong. Quando arriva l'età del liceo Joon-kyeong può dimostrare le proprie doti, anche se è visto dai compagni come un nerd con problemi di adattamento.
Non da Ra-hee, però, che è attratta da Joon-kyeong e prova in ogni modo a fare breccia nel guscio invisibile che il ragazzo si è costruito attorno. Joon-kyeong cresce nel senso di colpa, convinto di aver provocato solo tragedie e sofferenze e, per questo, di non meritare l’amore del padre. Le sue straordinarie capacità intellettive diventano allora uno strumento per aiutare gli altri, in una forma di auto-negazione che mette in secondo piano la propria felicità — un tratto ricorrente nel cinema popolare sudcoreano.






