Individuati i sei ragazzini egiziani protagonisti dei disordini al Colosseo. La Procura di Roma parla di "un fenomeno di subcultura urbana"di Luca Puccinivenerdì 31 luglio 20264' di letturaGiovani, giovanissimi (quattro dei sei ragazzi appena arrestati dai carabinieri di Roma hanno tra i 20 e i 21 anni). Immigrati irregolari o di seconda generazione (quelli pizzicati dalla procura romana sono, in massima parte, egiziani). Disoccupati. Senza una dimora fissa epperò con l’ultimo modello di iPhone in tasca, magari rubato a un disgraziato che è capitato loro sotto tiro (oppure acquistato coi proventi dei loro tanti colpi). La fotografia (anzi, l’identikit) dei maranza lo scatta la procura capitolina. È lì, nero su bianco, adesso, pure un po’ a futura memoria per quanti ancora minimizzano, in una nota allegata al decreto di fermo che il pm Nadia Plastina e il procuratore aggiunto Giovanni Conzo hanno firmato nei confronti di una mezza dozzina di poco più che adolescenti.GRUPPI CRIMINALI

La definizione è testuale: trattasi di «un gruppo criminale operante nel centro storico e dedito alla commissione di una serie indefinita di reati di carattere predatorio». Primo, (per gli inquirenti) sono ragazzini arrivati irregolarmente in Italia dall’Egitto o al limite coetanei che, «divenuti maggiorenni, hanno lasciato i centri di accoglienza minorili nei quali erano stati ospitati». Secondo, vivono «di espedienti e, soprattutto, del provento dei reati», che permette loro di comprarsi il telefonino «di ultima generazione e abiti firmati». Terzo, sono organizzati.Non si tratta mai di un “episodio isolato”, non è lo stato di necessità, ma quale bravata dettata dalla noia estiva o dall’età? Si dividono (semmai) in «batterie», cioè in micro-gruppetti che vanno dalle due alle otto persone; circoscrivono il «territorio di caccia» (Ponte Sisto, il Lungotevere, largo Argentina e l’area attorno al Colosseo che funge da «base di partenza e di rientro dei raid»); si danno orari ben definiti, tipo turni di “lavoro”, tra la mezzanotte e le quattro del mattino, in modo da sfruttare «l’oscurità e il minor passaggio di persone»; si spostano solo in monopattino e in bicicletta, entrambi presi a noleggio ed entrambi mezzi che li rendono «altamente mobili» e ben difficili da rincorrere addirittura dalle forze dell’ordine. «Il (loro, ndr) bersaglio prediletto è il turista, preferibilmente da solo o in coppia»: lo agganciano all’uscita di uno dei tanti locali che animalo la movida capitolina, se è alticcio o ha bevuto qualche birra di troppo tanto meglio perché «l’assunzione di alcolici da parte delle vittime diminuisce la loro reattività e il loro livello di attenzione».Maranza, la sparata di Franco Gabrielli a In Onda: "Come una norma sui terroni"Franco Gabrielli scende in campo. L'ex capo della Polizia, da tempo nel mirino del Pd per una possibile candidatura,...IL MODUS OPERANDI