(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Venerdì nero per Universal Music Group che crolla alla Borsa di Amsterdam dopo la pubblicazione dei conti del primo semestre. Secondo gli operatori hanno destato preoccupazione soprattutto i dati del secondo trimestre in materia di Ebitda e margini, oltre ai ricavi da abbonamenti, nettamente al di sotto delle attese. Il titolo della major discografica è arrivato a perdere il 22% a 15,07 euro, trascinando nella débacle anche la principale azionista, Vivendi, che alla Borsa di Parigi perde il 17% a 1,64 euro, con quello che è il suo peggior calo giornaliero dall'agosto 2002.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIL'utile netto attribuibile agli azionisti per i sei mesi al 30 giugno di Umg è sceso a 222 milioni di euro da 1,43 miliardi dell'anno scorso. L'utile per azione è diminuito da 0,77 a 0,12 euro. In aumento per contro il fatturato del colosso musicale, che ha raggiunto 6,19 miliardi di euro da 5,88 miliardi di euro dell'anno precedente, con una crescita del 10,8% a valute costanti, beneficiando del consolidamento di Downtown Music Holding. Il consiglio di amministrazione ha deliberato un dividendo interinale invariato di 0,24 euro per azione per il periodo, pagabile il 27 ottobre.Più nel dettaglio, l’etichetta discografica di Lady Gaga e Taylor Swift ha realizzato nel secondo trimestre un Ebitda rettificato - l'indicatore di redditività preferito da Universal - in calo a 674 milioni dai 676 milioni dell'anno precedente, con un margine rettificato del 20,5%, in calo di 2,2 punti. Gli analisti avevano previsto un Ebitda rettificato di 707,9 milioni. Il fatturato è aumentato del 10,5% nominale e del 13,3% a tassi di cambio costanti a 3,29 miliardi di euro. Gli analisti avevano previsto un fatturato di 3,27 miliardi. I ricavi da abbonamenti e streaming sono cresciuti del 15,4% a cambi costanti, arrivando a 1,76 miliardi, leggermente al di sotto della previsione degli analisti di una crescita del 15,5%.Gli abbonamenti hanno segnato un aumento dei ricavi del 16,6% a valute costanti a 1,36 miliardi e lo streaming dell’11,5% a 389 milioni. Gli analisti avevano previsto una crescita del 17,9% per gli abbonamenti e del 9,2% per lo streaming, Escludendo il consolidamento di Downtown, l’aumento è del 5,6%, con gli abbonamenti a +6,7% (contro il 9,4% previsto dagli analisti) e lo streaming a +1,7%. Gli abbonamenti e lo streaming hanno subito un rallentamento negli ultimi anni dopo l'impennata registrata durante la pandemia, ma rimangono un punto focale per gli investitori in quanto parte integrante del business della musica registrata del gruppo, che rappresenta la maggior parte del fatturato.I ricavi derivanti dalle vendite fisiche, che includono le vendite di vinili, sono aumentati del 15,9% a tassi di cambio costanti, arrivando a 342 milioni di euro, grazie alle . L'azienda ha sottolineato che tra gli artisti più venduti del trimestre figurano Noah Kahan, BTS, Olivia Rodrigo, Drake e Olivia Dean.
Ad Amsterdam tonfo di Umg, il secondo trimestre delude su margine e abbonamenti
La major musicale trascina nel crollo il primo azionista Vivendi, che registra il suo peggior calo giornaliero dall'agosto 2002







