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Giuliana Ferraino

Da Strnad nei pneumatici Pirelli allo scontro di Komárek in Ferretti fino ai piani di Křetínský: perché i magnati di Praga stanno rilevando le quote dei soci cinesi e investendo nelle aziende italiane

Con 987 milioni di euro Michal Strnad non ha acquistato soltanto il 14% di Pirelli. L’operazione annunciata giovedì 30 luglio modifica gli equilibri azionari del gruppo della Bicocca, riducendo dal 34,1% al 20,1% la partecipazione della cinese Sinochem e trasformando Camfin, che possiede circa il 26%, nel primo azionista. Lumina Crown, il veicolo d’investimento di Strnad, entra al terzo posto con una quota rilevata al prezzo di 6,50 euro per azione e con l’impegno dichiarato a considerarla un investimento di lungo periodo.

L’arrivo di Strnad aggiunge Pirelli alla mappa, sempre più articolata, degli investimenti cechi nelle aziende italiane. Non si tratta di una cordata e neppure di una strategia coordinata da Praga. I protagonisti operano in settori diversi e con modelli differenti. In comune hanno capitali propri, gruppi cresciuti oltre i confini nazionali e l’ambizione di diventare interlocutori industriali europei, non semplici investitori finanziari.