Roma, 31 lug. (askanews) – Il fotovoltaico produce oltre il doppio dell’energia per metro quadrato di suolo occupato rispetto al solare a concentrazione e risulta essere la tecnologia ideale per l’intero territorio nazionale, grazie alla sua capacità di sfruttare le diverse componenti della radiazione solare (diretta, diffusa e riflessa). È quanto emerge da uno studio ENEA pubblicato su Energies, che ha confrontato le prestazioni delle due tecnologie in quattro località italiane. Il solare a concentrazione, che richiede livelli elevati di radiazione solare diretta, risulta comunque molto competitivo nelle regioni centro-meridionali e, a differenza del fotovoltaico, consente di accumulare energia termica, garantendo una produzione elettrica più programmabile e stabile.

I ricercatori hanno analizzato il potenziale solare dell’intero territorio nazionale, calcolando la radiazione globale e quella diretta che rappresentano i due indicatori per valutare rispettivamente il potenziale del fotovoltaico e del solare a concentrazione.

I risultati evidenziano nette differenze tra Nord e Sud: la radiazione globale presenta valori medi annui generalmente compresi tra 1400 e 1900 kWh per metro quadrato, con livelli più bassi nelle aree alpine e settentrionali (inferiori a 1300 kWh/m²) e più elevati al Sud e nelle isole (con picchi di oltre 1900 kWh/m²). Anche la radiazione diretta mostra una marcata variabilità territoriale, con i valori più elevati in Sicilia, Sardegna e nelle regioni meridionali. “Tuttavia, rispetto alla radiazione globale, quella diretta è più variabile e sensibile alle condizioni atmosferiche e alla conformazione del territorio: si tratta di un aspetto rilevante nella scelta dei siti più adatti al solare a concentrazione, per il quale un valore di radiazione diretta superiore a circa 1800 kWh/m² anno rappresenta un primo indicatore di convenienza”, spiega uno degli autori dello studio, Giampaolo Caputo, ricercatore ENEA del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili.