“Che caldo! Comunque, meglio l’afa del freddo… è sempre stato così anche quando a 15 anni, alle 5 del mattino, andavo a lavorare nei mercati vendendo mutande e reggiseni. Ho sempre preferito l’estate rovente al buio e al gelo dell’inverno. La chiacchierata con Elisabetta Franchi – 57 anni, un fatturato da 170 milioni di euro col brand che porta il suo nome e 3 milioni di follower sul profilo Instagram dove snocciola parole, consigli e pensieri – comincia da qui. “Sono cresciuta in Emilia, terra in cui le donne da sempre usano al matarèl per tirare la spoja ma anche per far rigare dritti tutti, marito compreso”, racconta dalla sua casa bolognese in un profluvio di “s” dolci. È circondata da dieci cani.
Dieci cani?
“Sì, tutti trovatelli, eh! Aiutare gli animali, dopo la moda, è la mia passione. Anzi la mia missione. Nelle collezioni non ci sono pellicce e dal 2013 non uso più neanche piume d’oca e lapin. Ma sa che per tenere più morbido il pelo, i lapin, quasi li scuoiano vivi? Un orrore. E poi c’è la Fondazione. Il mio orgoglio: l’ho creata qualche anno fa ed abbiamo già salvato tantissimi animali. Diamo una mano, economicamente, ai volontari di canili e gattili sparsi per l’Italia. Sono angeli. E alcuni quattrozampe, quelli più malconci, li ho adottati io. Adesso sta per arrivare Besciamella: poverina, è ridotta malissimo. Come la Betty, del resto, una specie di Chihuahua tutto peloso. Quando l’ho presa, l’avevano appena falciata con una macchina. Guardandola mi ci sono riconosciuta subito. L’ho chiamata come me… Adesso sta benone, ma dopo anni ancora nasconde il cibo sotto gli alberi. Gli dico: ‘Betty smettila! Ma non vedi che ormai siamo ricche? Ce-l’a-bbia-mo- fa-tta!’ Ma quella niente… continua a scavare”.






