Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
La salute non si misura più solo in molecole. In un mondo in cui la longevità si scontra con l’esplosione delle patologie croniche, il farmaco è solo l’ultimo miglio di un ecosistema complesso fatto di dati, prevenzione e impatto sociale. Lo testimonia Novo Nordisk, colosso farmaceutico europeo con oltre un secolo di storia. L’azienda è il punto di riferimento mondiale per le terapie basate sul Glp-1 (glucagon-like peptide-1), principio attivo che replica l’omonimo ormone intestinale, responsabile di regolare la glicemia e aumentare il senso di sazietà, rallentando lo svuotamento dello stomaco. Un’innovazione terapeutica utilizzata nella lotta contro le patologie metaboliche croniche.
Novo Nordisk sta ridisegnando la sua presenza in Italia come partner infrastrutturale del Sistema sanitario nazionale. Questa visione si fonda su investimenti industriali nel Paese. Con il potenziamento dello stabilimento di Anagni (Fr) la società ha rafforzato il proprio radicamento, trasformando il sito in un polo manifatturiero strategico. A ciò si aggiunge la scelta di rendere la filiale italiana un centro globale per lo sviluppo clinico. Per l’economia nazionale non si tratta solo di distribuire farmaci, ma di trattenere sul territorio investimenti ad alta tecnologia, competenze scientifiche e occupazione qualificata. Al centro di questa trasformazione c’è Jens Pii Olesen, general manager per l’Italia da gennaio 2026, con esperienza in oltre dieci paesi. Di recente Olesen è stato inserito nella lista dei 200 danesi più influenti su LinkedIn.






