di
Silvia Morosi
Il viaggio dell'animale, un maschio di Panthera onca di circa otto anni, monitorato con il Gps e raccontato in uno studio: si tratta di una delle più lunghe dispersioni documentate per un felide neotropicale. Ma non sono chiari i motivi del suo lungo spostamento
Ha percorso 2.100 chilometri in un anno, tra foresta amazzonica e savana, in Brasile, più di venti volte la distanza massima mai registrata prima per un giaguaro (Panthera onca). Il viaggio epico di Gaspar - un maschio adulto di circa otto anni e 92 chilogrammi di peso - tra strade, fattorie, allevamenti e altri territori è stato seguito attraverso un radiocollare Gps e raccontato sulla rivista Ecology. I ricercatori sono rimasti sorpresi dalla sua traversata - essendo abituati a movimenti di dispersione di massimo un centinaio di chilometri -, ma non sono riusciti a spiegare perché l'animale abbia intrapreso una simile avventura. Tra le ipotesi più accreditate la ricerca di più cibo, di nuove occasioni per accoppiarsi o di un ambiente più adatto.
Sebbene non sia ancora classificato come «in pericolo» a livello globale, in alcune regioni dell’Amazzonia le sue popolazioni sono in calo. La perdita di habitat lo spinge sempre più spesso in conflitto con l’uomo, in particolare con gli allevatori, portando ad abbattimenti per rappresaglia. Il bracconaggio, alimentato dalla domanda di parti del suo corpo sul mercato nero, rappresenta un’ulteriore seria minaccia (qui la storia del giaguaro che aveva nuotato per oltre 1 chilometro fino a un’isola).






