Non sono immagini da un territorio di guerra. È a Messina che si è sbriciolata una palazzina di tre livelli. Stavolta con c’entrano bombe o missili, ma il risultato è uguale: una montagna di macerie, sotto cui si scava per cercare sei dispersi. Passa il tempo e cresce l’angoscia. Quartiere Pistunina, periferia Sud della città. Intorno alla 16 un boato, poi si alza una enorme nube di polvere. «È venuto giù tutto», racconta un testimone. Tre i feriti trasportati al Policlinico universitario dove hanno richiamato in servizio medici e infermieri per il piano di emergenza: hanno 26, 54 e 58 anni e hanno riportato traumi cranio-facciali. Al caso più grave è stato assegnato un codice rosso, poi regredito ad arancione. Erano all’esterno dell’edificio e per questo sono riusciti a cavarsela.

La dinamica

La costruzione crollata risale alla fine degli anni Ottanta. Un tempo ospitava il negozio di elettrodomestici della famiglia Leone, noti commercianti della città. Tre piani di circa 2.500 metri quadrati ciascuno, con una macelleria, un supermercato, ormai chiuso, e un grande emporio di articoli cinesi. La parte superiore ospita quattro appartamenti e una grande terrazza che si affaccia sullo Stretto. O, meglio, ospitava perché più nulla è rimasto. Nella massa di cemento e ferraglia si distinguono gli scaffali dell’emporio con della merce ancora esposta, dei vestiti e dei cuscini che penzolano, sospesi nel vuoto. Tracce di normalità prima che venisse sconquassata.