HomeFermoCronaca"Autostrada a due velocità, qui tutto è fermo"Giorgio Fede, deputato e coordinatore regionale del Movimento Cinque Stelle: "In Emilia Romagna invece i progetti corrono"Il camion ribaltato sull’autostrada A14Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciContinua ad essere al centro delle cronache l’autostrada A14, infrastruttura centrale per l’intero territorio marchigiano e su cui continua ad ardere il dibattito relativo alla terza corsia. Intanto ieri l’ennesimo incidente con un camion ribaltato all’uscita di Porto San Giorgio, l’autista portato a Torrette e code e disagi per gli automobilisti con l’A14 bloccata. Tra comitati che spingono per la sua realizzazione e forze contrarie – nel mezzo, le proposte di arretramento dell’intero cavalcavia – si espone il deputato e coordinatore regionale del Movimento Cinque Stelle, Giorgio Fede, che pone a confronto l’immobilità marchigiana e l’approccio Emiliano: "Stesso ministro, stessa società concessionaria, stessa autostrada. A cambiare è la Regione: in Emilia-Romagna si sottoscrivono accordi, si trovano le coperture e si programmano i cantieri; nelle Marche, dopo sei anni di Giunta Acquaroli e quasi quattro anni di Governo Meloni, siamo ancora agli annunci". Così tuona Fede in una nota, diffusa a seguito dell’annuncio di nuovi investimenti presso il nodo autostradale di Bologna. In un territorio in cui la terza corsia, afferma, "resta ancora un sogno", automobilisti e autotrasportatori "vivono troppo spesso con l’incubo di doversi muovere su una sola corsia, tra restringimenti, cantieri, chiusure notturne e code interminabili". Un problema quotidiano che investe milioni di cittadini, marchigiani e non. Nonostante il Ministero delle Infrastrutture, con la pandemia agli sgoccioli, avesse individuato il potenziamento dell’A14 a sud di Porto Sant’Elpidio come un investimento prioritario, afferma il deputato, "la filiera di destra non ha prodotto alcun progetto approvato, nessuna copertura finanziaria e nessun cronoprogramma. Servono miliardi, atti e date precise. A oggi non c’è nulla, mentre i cittadini continuano a pagare ogni giorno il prezzo dell’immobilismo".