La scuola inizierà tra un mese e mezzo ma a Osimo, come in altri Comuni, resta il problema degli spazi. Incandescente ad esempio la convivenza ormai ventennale tra gli istituti comprensivi "Bruno da Osimo" e "Caio Giulio Cesare" all’interno della stessa sede di piazzale Bellini, presa in carico dal Comune che deve far fronte alla diminuzione delle sezioni e non solo. "Abbiamo avviato un percorso di programmazione serio e concreto della nostra rete scolastica, partendo da un principio semplice: le scelte che riguardano le scuole devono essere fondate su dati, spazi, bisogni reali e prospettive future, non sulle emergenze del momento – ha detto l’assessora alla Scuola Simonetta Tirroni -. Il calo demografico è una realtà con cui dobbiamo confrontarci con responsabilità. La chiusura della scuola dell’infanzia San Giuseppe da Copertino, che nel 2025 non ha potuto avviare alcuna sezione per mancanza di iscrizioni, è il primo segnale concreto di un cambiamento che impone una pianificazione attenta. Il suo codice meccanografico è stato cancellato".

Da qui il Comune ha iniziato a definire con precisione non solo i punti di erogazione del servizio scolastico ma anche gli spazi a disposizione di ciascun plesso: "Una scelta fondamentale per garantire una programmazione. L’obiettivo non è amministrare il presente ma costruire il futuro. Questo è solo il primo passo". La scuola di Campocavallo intanto fa passi avanti. L’architetto Andreoli ha aggiornato il progetto sia dal punto di vista economico che tecnico con l’adeguamento al nuovo codice degli appalti. Sono stati calcolati i Cam, Criteri minimi ambientali, e l’amministrazione comunale ha effettuato una variazione di bilancio da 735mila euro in aumento. Gli uffici stanno preparando i documenti per pubblicare la gara. L’assessora ha anche proposto un sopralluogo congiunto con Conerobus, Polizia locale e Ufficio Tecnico per definire gli ultimi adempimenti necessari ad attivare la pensilina di via Aldo Moro, realizzata anni fa ma mai entrata in funzione. L’obiettivo è spostare la fermata del trasporto pubblico in corrispondenza della pensilina, così da offrire agli studenti del liceo un punto di attesa più sicuro. Oggi, infatti, molti ragazzi sono costretti ad attendere l’autobus sul marciapiede di via Vicarelli, troppo stretto per accoglierli in sicurezza.