In Consiglio comunale ne è stato ricordato il grande impegno sociale e culturaleRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUn ultimo, commosso, saluto dalla sua città. E da quel Consiglio comunale in cui ha guadagnato la stima di tutti. Ieri mattina, alla chiesa di Santa Gemma, si sono celebrati i funerali di Doda Fontana Gulfi, donna di cultura monzese, storica presidente dell’Associazione per il Teatrino di Corte e figura di spicco del Soroptomist Club di Monza, da sempre impegnata nel sociale e nella promozione culturale.
È morta martedì, a 84 anni, che sarebbero diventati 85 a settembre. Dal 1998 dedicava gran parte del suo impegno per la rivalorizzazione del Teatrino di Corte della Villa Reale, costituendo l’Associazione nata per questo scopo. Nel corso degli anni, era riuscita a ottenerne occasionali riaperture, grazie a uno spirito appassionato e ad un approccio collaborativo con le istituzioni. La sua dedizione le valse, nel 2007, il premio Sanbiagino per la cultura, arrivato anche a seguito di alcuni interventi di restauro del Teatrino, come quello del foyer, di cui l’associazione fu promotrice e sostenitrice. Quasi un antefatto della completa ristrutturazione, terminata a gennaio 2024, che lo ha riconsegnato alla città anche grazie alle sue battaglie. Ma Doda Gulfi ha fatto anche tanto altro. Con il suo passato di docente di lettere, ha promosso iniziative dedicate ai più giovani, tra cui la realizzazione di un libro divulgativo sulla Villa Reale, e ha collaborato attivamente con importanti galleristi locali per la promozione di mostre ed eventi culturali, oltre a partecipare ai service e ai progetti sociali del Soroptimist, tra cui quello per la salvaguardia dei Boschetti Reali. Mercoledì sera, in Consiglio comunale, la consigliera Martina Sassoli (Noi Moderati), non ha trattenuto le lacrime ricordandola. "Mi sono sempre onorata della sua amicizia, vicinanza, dei suoi insegnamenti – ha detto al microfono –. Era del 1941, ma la sua classe non aveva tempo. Sapeva insegnare alle nuove generazioni il rispetto per il passato e l’ardore per il futuro". A ricordarla anche gli azzurri Massimiliano Longo e Pier Franco Maffè, prima del minuto di silenzio.






