TREVISO Erano arrivati qui con il visto turistico, due giovani 21enni turchi. Ma poi non ne hanno curato il rinnovo e, una volta scaduto, è stato detto loro che dovevano, come da legge, fare ritorno nel proprio Paese. «Ma non abbiamo i soldi per farlo» hanno lamentato i due giovani. Così i due ragazzi sono stati rimpatriati a spese dello Stato con volo diretto per la Turchia proprio in questi giorni. Sebbene l’accompagnamento coatto alla frontiera solitamente sia più usuale nei casi di stranieri che hanno commesso un reato o che hanno mostrato un comportamento non collaborativo nel fare ritorno al proprio paese, questo non è il primo caso del suo genere nel trevigiano.

Sempre di recente c’è stato il caso di un nigeriano, espulso dal nostro Paese, che ha dovuto essere accompagnato in volo da tre poliziotti, che sono andati con lui in aereo fino in Nigeria, poiché era psicologicamente instabile. Un altro precedente ha come protagonista invece un ragazzo cinese: tre agenti della polizia di Stato lo hanno dovuto portare fino a Roma per rimpatriarlo perché altrove non era possibile trovare un volo diretto per Pechino per il giorno successivo. Ma il caso più recente, in ordine di tempo, è quello appunto dei due 21enni turchi.