Allarme droga31 luglio 2026 alle 01:08L’allarme di Patronaggio e Sabelli, magistrati a capo degli inquirenti
«La Sardegna è uno dei maggiori poli di coltivazione della cannabis a livello nazionale, grazie al clima e alla presenza di ampie aree poco abitate, anche se non mancano piantagioni estese in serra. Quanto alla cocaina, i quantitativi maggiori giungono attraverso i porti, occultati nei veicoli, o scaricati dalle imbarcazioni su spiagge isolate». Con i suoi quattro sostituti della Direzione distrettuale antimafia, il Procuratore della Repubblica di Cagliari, Rodolfo Sabelli, capo della Dda, coordina pressoché tutte le più importanti indagini sul traffico di droga che coinvolgono l’Isola. Per questo non è rimasto stupito dal dato pubblicato nella “Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia” che, analizzando l’anno 2025, ha proiettato la Sardegna ai vertici della produzione e della commercializzazione di marijuana, con dati preoccupanti anche sulle droghe sintetiche e cocaina.
Il primato sardo
Per quanto riguarda la marijuana – si legge nella relazione – l'Isola detiene il primato assoluto: 121.678 piante sequestrate su 206.589 totali in Italia, pari al 59% nazionale, con un rapporto di 10.364 piante ogni 100 mila abitanti, ben oltre la Calabria (3.170). Il dato nazionale mostra un aumento del 38% delle piante sequestrate rispetto al 2024, complice un clima isolano favorevole alla coltivazione all’aperto. Ma anche sul totale delle droghe sequestrate la Sardegna spicca, con 505 kg ogni 100 mila abitanti, contro una media italiana di 125. Per le droghe sintetiche in pastiglie, ad esempio, nella regione si sono registrati ancora una volta il 59% dei sequestri nazionali, seppur su numeri assoluti contenuti (21.372 compresse totali); mentre sulla cocaina, il dato regionale è di 21 kg ogni 100 mila abitanti, inferiore solo a Toscana, Liguria, Lazio e Campania. Numeri che proiettano la Sardegna tra le regioni con il maggiore consumo, produzione e il transito di droga. «Considerata la posizione della Sardegna», prosegue Sabelli, «si può ritenere che essa sia anche utilizzata come base logistica. Dai procedimenti condotti anche in passato emerge come dietro al traffico di droga nell’Isola operino gruppi organizzati locali, nazionali e stranieri. Il contrasto a questi fenomeni, ai quali spesso si collegano la disponibilità di armi e azioni violente, costituisce una delle priorità della Dda di Cagliari.».







