Correva l’anno 1977 quando un accordo di chitarra in stile disco-funk e un falsetto inconfondibile cambiarono per sempre le coordinate della musica leggera italiana. Con “Figli delle stelle” Alan Sorrenti non firmò soltanto una hit da milioni di copie, ma batté il tempo di una generazione che desiderava staccare l'ombra da terra e sognare senza confini. A distanza di decenni, quell'inno cosmico alla libertà e all'amore continua a far ballare genitori e figli con la stessa intatta leggerezza.

Il cantautore napoletano si esibirà a Catania domani sera (sabato primo agosto) nella nuova suggestiva terrazza vista mare di Bagnomaria in viale Ruggero di Lauria 2 affiancato da Giuseppe Spinelli (chitarra elettrica) e Ilaria “Boba” Ciampolini (vocalist, piano elettrico e chitarra acustica). Insieme compongono il “Trio magici”. A seguire il dj set con Antonio Maugeri, Nuccio Giuffrida e Toti Vitale.

“Figli delle stelle” è un inno generazionale senza tempo.

«So che si usa la parola evergreen, ma in questo caso esula da questo termine perché è un pezzo che va oltre la storia del pop. Contiene un messaggio estremamente importante ancora oggi. Il brano entrò a far parte di un cambiamento di costume, del modo di vivere, dello stile in Italia. Esplose a Milano al fianco della moda creativa e al tempo in cui si viveva il club al di là della musica live, si ballava. “Figli delle stelle” è vissuta così tanto perché sentiamo di essere parte di questo universo e le nuove generazioni si identificano nel brano perché sentono questo senso di libertà. Spero continui a vivere perché contiene quei semi dell’uguaglianza di cui abbiamo bisogno per combattere e contrastare le divisioni, le guerre, i cambiamenti climatici»Con “Tu sei l’unica donna per me” ha vinto il Festivalbar 1979 e ha rappresentato l’Italia all'Eurovision 1980 con “Non so che darei”. Che ricordo ha di tanto successo?