di

Antonella Baccaro

In cda duello su vicedirezioni e palinsesti radio. Fiorello, si tratta ancora

La Rai ha chiesto alla Procura l’autorizzazione ad aprire un audit interno sulla vicenda di Sigfrido Ranucci. La notizia, anticipata dal Corriere più di una settimana fa e mai ufficialmente smentita, sarebbe stata fatta emergere ieri un consiglio di amministrazione fiume, durato circa otto ore, dal capo azienda, Giampaolo Rossi. L’ad ha svolto una breve relazione sull’istruttoria in corso da parte del Comitato etico, ma se qualcuno si aspettava una levata di scudi da parte dei consiglieri di opposizione o un attacco a testa bassa di quelli di maggioranza, è rimasto deluso. In un’atmosfera tranquilla Rossi ha potuto annunciare l’avvio di «approfondimenti». E ha spiegato come il Comitato stia svolgendo «le attività istruttorie di propria competenza in piena autonomia». L’obiettivo, è stato chiarito, è «accertare con rigore ogni elemento utile a evitare che questa vicenda possa impattare negativamente nella fiducia dei cittadini nel servizio pubblico».

Poche le domande che hanno riguardato per lo più aspetti tecnici della procedura. Nulla sarebbe stato chiesto circa i tempi della stessa o i possibili esiti, tra cui potrebbe esserci la sospensione del giornalista e l’affidamento della conduzione a un collega. Ma il consigliere di opposizione Roberto Natale ha chiesto che tutto si svolga nella massima riservatezza e che il risultato venga immediatamente comunicato al cda. Tuttavia la prossima riunione del board è fissata per il 17 settembre: questo vuol dire che se l’indagine interna si chiuderà prima, si ricorrerà a un cda straordinario.Superato il capitolo Ranucci, la battaglia politica si è accesa su Rai Parlamento e alla nomina dei vicedirettori della nuova responsabile Francesca De Martino che, secondo Natale, «fanno fare un poderoso salto in alto alle tre persone promosse», in base a «logiche che permettono di imboccare scorciatoie». Il riferimento è alla militanza di tre dei vice nelle file del sindacato di destra Unirai Figec. Insorge anche l’esecutivo Usigrai.