di
Roberto Pezzali
Le memorie sono la croce e la delizia di Samsung Electronics: la divisione semiconduttori fa segnare un record, quella degli smartphone, per la prima volta da anni, una perdita operativa.
Samsung Electronics ha chiuso il secondo trimestre 2026 con un risultato che fa sorridere e uno che fa preoccupare. Da un lato, la divisione Device Solutions, quella dei semiconduttori, ha messo a segno un profitto operativo record di 89,2 miliardi di won, trainato dalla domanda impazzita di chip per l'intelligenza artificiale e dai prezzi record di DRAM, NAND e HBM. Dall'altro, la divisione Mobile eXperience, quella degli smartphone, ha registrato per la prima volta dal 2011 una perdita operativa di 700 miliardi di won su un fatturato di 33,2 miliardi (+13,7% anno su anno). Diciamo dal 2011 perché Samsung ha iniziato a gestire il segmento mobile separatamente dal resto della divisione consumer, quindi potrebbero anche essere di più.
Il dato interessante non è tanto la perdita in sé, quanto il motivo che la genera: le vendite vanno bene, spinte dai flagship della serie Galaxy S26 e dalla buona performance della serie A, ma i listini erano stati fissati prima che i prezzi della memoria esplodessero, e Samsung non li ha aumentati. Anzi, per tenere alte le quote e rispondere a un mercato sempre più competitivo, Samsung ha aggiunto anche una serie di promozioni che hanno portato smartphone con un listino di 1500 euro a essere venduti sotto i 1000 euro, cosa che si sta ripetendo oltretutto anche con la serie Fold 8.
















