Prima consultazione segreta al Palazzo di Vetro per scegliere il successore di Antonio Guterres dal 2027: i nomi in corsa
Chi guiderà l’Onu dopo Antonio Guterres? Alla fine del 2026 si esaurirà il ciclo decennale alla guida delle Nazioni Unite dell’ex premier portoghese, dopo due mandati. E oggi a New York è iniziato ufficialmente il processo di selezione dell’uomo o della donna che gli succederà. Con buona pace di Donald Trump, non sarà l’attuale presidente della Fifa Gianni Infantino, finito d’altronde nella bufera nelle ultime ore per la proposta di «privatizzare» i Mondiali di calcio. I candidati veri al ruolo di segretario generale Onu, sette, sono in campo già da mesi, e oggi al Palazzo di Vetro il Consiglio di sicurezza ha svolto un primo «voto di orientamento» (segreto) per provare a sforbiciare la lista, eliminando chi ha meno chance.
Chi sono i candidati: la carica del Sudamerica
A contendersi la poltrona di segretario generale dell’Onu sono tre uomini e quattro donne. Quel che è certo è che non sarà un europeo: dopo due mandati di fila del portoghese Guterres, non è aria. Il candidato più noto è probabilmente Rafael Grossi: diplomatico di carriera argentino, 65 anni, dal 2019 dirige l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), in prima linea per il monitoraggio dei siti nucleari, e relativi pericoli, dall’Iran all’Ucraina. Piuttosto nota è anche Michelle Bachelet: presidente del Cile dal 2006 al 2010 e poi dal 2014 al 2018, 74 anni, è oggi Alta commissaria Onu per i diritti umani. Dal Sudamerica arriva pure la candidatura di Maria Fernanda Espinosa, 61 anni, già ministra degli Esteri e della Difesa in Ecuador e consulente Onu. Tutti e tre questi candidati hanno ragione di coltivare speranze. La soluzione che rispetterebbe al meglio il tradizionale principio di rotazione tra regioni del mondo sarebbe quella di un segretario generale sudamericano. E molti spingono perché sia per la prima volta una donna.










