Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto legislativo che deve adeguare l’ordinamento italiano all’AI Act europeo. Il via libera è accompagnato da condizioni e osservazioni che riguardano i poteri dell’Autorità, la sorveglianza sui sistemi ad alto rischio, l’uso dei dati biometrici e le decisioni automatizzate nei luoghi di lavoro.Il decreto rappresenta uno dei passaggi necessari per applicare in Italia il regolamento europeo 2024/1689, approvato il 13 giugno 2024. L’AI Act stabilisce regole comuni per lo sviluppo, la commercializzazione e l’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nell’Unione europea. La disciplina segue un modello basato sul rischio: gli obblighi aumentano quando una tecnologia può incidere sulla sicurezza, sulla salute o sui diritti fondamentali delle persone.Lo schema italiano definisce la struttura nazionale di governance e distribuisce le funzioni di controllo tra le autorità competenti. Al Garante privacy viene assegnata la vigilanza sui sistemi ad alto rischio utilizzati in alcuni degli ambiti più sensibili: giustizia, attività di contrasto, immigrazione, controllo delle frontiere e processi democratici.L’Autorità considera questa attribuzione coerente con il proprio ruolo istituzionale, ma chiede norme più precise e strumenti adeguati. Senza poteri chiaramente definiti, procedure coordinate e risorse aggiuntive, la vigilanza prevista dal regolamento europeo rischia di restare incompleta.Indice degli argomenti:
AI Act in Italia: il Garante privacy chiede più tutele sui dati e AI - AI4Business
Il Garante privacy approva il decreto italiano sull’AI Act, ma chiede più poteri, risorse e garanzie per biometria e lavoro
Il Garante approva l'adeguamento italiano all'AI Act europeo, condizionandolo a maggiori poteri sulla vigilanza di sistemi ad alto rischio e biometria. La compliance effettiva richiede chiarimenti su governance, sanzioni coordinate e controlli sulle decisioni automatizzate nei settori sensibili.












