La Casa Bianca è decisa ad aumentare il budget federale destinato al contenimento delle iniziative cinesi in Occidente, a cominciare dai cavi sottomarini. Una spinta che potrebbe giovare anche all’Europa, impegnata nella sua personale battaglia contro il Dragone
Il contrasto all’avanzata della Cina da parte degli Stati Uniti non è mai venuto meno, seppur con modi e intensità diverse. Ora però potrebbe essere arrivato il momento di alzare il livello dell’asticella. Non è certo un mistero che l’Europa stia tentando la via della sopravvivenza proprio nel cercare di ridurre il deficit commerciale con Pechino, che con il suo modello economico sussidiato ha demolito interi pezzi di industria continentale. Una spinta a monte, al di là dell’Atlantico, potrebbe aiutare. E così, l’amministrazione Trump si starebbe preparando ad aumentare di centinaia di milioni di dollari i finanziamenti federali per i programmi volti a contrastare la crescente influenza della Cina nel mondo.
La Casa Bianca ha notificato al Congresso alla fine della scorsa settimana l’intenzione di spendere 175,8 milioni di dollari per sostituire, per esempio, i cavi di telecomunicazione sottomarini obsoleti e vetusti nei Caraibi e in America Centrale, al fine di impedire alla Cina di espandersi in quell’area. Il fatto è che, come riportato dall’Associated Press, la stessa amministrazione ha espresso profonda preoccupazione per le attività della Cina nelle Americhe, opponendosi, come peraltro raccontato da questo giornale, alla proprietà cinese dei porti alle due estremità del canale di Panama, ai progetti infrastrutturali finanziati dall’iniziativa cinese Belt and Road nella regione e agli investimenti di Pechino nel settore delle telecomunicazioni.






