I bicipiti di Matt Damon in una scena chiave dell'Odissea di Christopher Nolan non appartengono all'attore americano ma a una mini-donna: Devyn Dalton, una stuntwoman alta meno di un metro e 40. Ha sostituito l'Ulisse di Hollywood nella battaglia contro i Lestrigoni, giganti antropofagi che violano le sacre leggi dell'ospitalità. Damon è sicuramente candidato agli Oscar 2027 per la sua interpretazione del sovrano di Itaca, ma se Nolan avesse rimandato di pochi mesi l'uscita del suo kolossal la 34enne Dalton avrebbe potuto fargli compagnia sul palcoscenico degli Academy Awards come stuntwoman candidata alla prima statuetta nella inedita categoria Miglior Stunt Design: il premio, annunciato nel 2025, debutterà infatti in occasione della 100ª edizione della notte delle stelle, in riconoscimento del ruolo che le controfigure hanno avuto nella realizzazione dei film fin dagli albori del cinema.
La partecipazione di Devyn, che appare di spalle in uno dei manifesti promozionali del film, all'Odissea di Nolan è stata portata in luce dallo stesso Damon: "Le sue braccia sono le più straordinarie che abbia mai visto", aveva detto l'attore correggendo il suo interlocutore che aveva lodato, oltre alla sua recitazione, anche i bicipiti ben torniti. Damon aveva quindi spiegato che nella scena di Ulisse contro i Lestrigoni la sua controfigura era stata contrapposta ad altri stuntmen alti oltre due metri usando la tecnica della "prospettiva forzata", un espediente che inganna l'occhio facendo apparire persone o oggetti più grandi, più piccoli, più vicini o più lontani di quanto siano realmente senza ricorrere agli effetti speciali. E' una tecnica usata da altri cineasti come Alfred Hitchcock e Peter Jackson (per gli Hobbit nel Signore degli Anelli) e che a Nolan piace, in linea con la sua filosofia di ottenere in macchina, durante le riprese, effetti che altri registi realizzerebbero facendo ricorso alla Cgi.












