Roma, 30 lug. (askanews) – Passare dalla connettività delle sedi a un sistema integrato a livello nazionale di interconnessioni per i data centre dell’INGV – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è il cambio di paradigma che l’ente ha posto al centro del nuovo Piano di sviluppo 2027, definito nell’ambito del rapporto associativo con GARR, la rete nazionale della ricerca e dell’istruzione. L’obiettivo è potenziare l’infrastruttura tecnologica che unisce Sezioni, archivi scientifici, centri di elaborazione e li collega alle grandi piattaforme nazionali di supercalcolo, intelligenza artificiale e Big Data.
L’INGV acquisisce, senza interruzione, grandi moli di dati sismologici, vulcanologici, geodetici, oceanografici, satellitari e ambientali attraverso reti di monitoraggio diffuse nel Paese. Questi flussi alimentano banche dati scientifiche, servizi di sorveglianza, sistemi di allerta, modelli numerici, simulazioni, elaborazioni e applicazioni di intelligenza artificiale. Per valorizzare questo patrimonio, i CED delle Sezioni devono operare come componenti di un unico sistema scientifico distribuito, capace di scambiare ed elaborare dati, sincronizzare e replicare archivi, e sostenere workflow.









