«Il difetto o il ritardo di comunicazione tra gli ospedali e i pazienti, i loro familiari e addirittura, in alcuni casi, con l'autorità giudiziaria, è un problema che affligge non solo l'Italia: lo testimonia la vicenda di Simona Grosso, ricoverata per partorire una bimba in un ospedale parigino dove però è morta, oltre un anno fa. Tutt'oggi, la Procura di Roma, che sta indagando sulla vicenda, non è ancora riuscita ad avere la cartella clinica e la relazione prodotta dopo l'autopsia». E' quanto fa sapere l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia di Simona Grosso, la 32enne originaria di Napoli deceduta il 7 giugno 2025 nell'Hôpital Necker di Parigi, dopo avere dato alla luce il suo secondo figlio, una bimba che ora ha un anno. Nonostante sia passato oltre un anno i genitori e il fratello sono ancora all'oscuro sul motivo del decesso: le autorità francesi, infatti, in ottemperanze alle loro normative, negano la trasmissione delle copie della cartella clinica e della relazione autoptica che invece possono essere acquisite solo dal compagno, di San Giorgio a Cremano ma residente in Francia, padre della bimba e anche di un maschietto di due anni, di cui però al momento non si hanno notizie.
Morì dopo il parto a Parigi, carte e autopsia negati alla famiglia della 32enne napoletana: «Da un anno nessuna risposta»
«Il difetto o il ritardo di comunicazione tra gli ospedali e i pazienti, i loro familiari e addirittura, in alcuni casi, con l'autorità giudiziaria, è un problema che...








