Genova – Chiara (nome di fantasia) è morta 54 minuti dopo il parto, a valle d’una delicata gravidanza sostenuta dalla mamma affetta da ipertiroidismo. E ora sulla tragedia è stata aperta un’inchiesta dalla Procura, dopo l’esposto dei familiari che hanno focalizzato un potenziale disaccordo fra medici. Il San Martino, dove la madre veniva seguita per i suoi problemi, e il Gaslini che invece l’ha accompagnata al parto, non avevano infatti opinione convergente sulle terapie somministrate alla paziente e soprattutto sulla possibilità che quella stessa gravidanza si potesse portare a compimento. Il decesso della bimba è avvenuto il 14 maggio e la denuncia è stata formalizzata alcun giorni più tardi ai carabinieri del Nas, Nucleo antisofisticazioni. È stata la madre della piccola, Marta (altro nome di fantasia) a ripercorrere le fasi nodali, con l’assistenza dei legali Cristiano Mancuso e Francesco De Sanctis. La segnalazione è stata quindi trasmessa alla Procura e si profila una contestazione di omicidio colposo a carico d’ignoti. Marta, che aveva avuto in precedenza un altro figlio le cui condizioni di salute oggi sono buone, ha individuato il mese di febbraio come uno dei momenti cruciali. Dopo aver chiesto un consulto privato a Pisa, dove gli era stato detto che «i colleghi genovesi» stavano operando al meglio, era stata convocata al San Martino, istituto in cui gli hanno prescritto una terapia piuttosto invasiva. «Commentando quest’iniziativa - ha quindi puntualizzato nella querela - al Gaslini esclamarono “è come scegliere fra la madre e la bimba”, senza aggiungere altro. Inoltre durante il ricovero a San Martino mi è stato consigliato di interrompere la gravidanza in quanto, vista la gravità della situazione, rischiavo di mettere al mondo una figlia gravemente disabile. Durante un test svolto al San Martino la dottoressa, osservando il cuore, ha sostenuto che stava soffrendo molto (e a causa d’un problema cardiaco in effetti sembra essersi materializzata la tragedia, ndr). Una volta riferito ciò al Gaslini mi è stato detto che non era così e Chiara aveva dei problemi risolvibili e non incompatibili con la vita». Il Secolo XIX ha contattato per una replica entrambi gli ospedali coinvolti. «Si è trattato di un caso clinico estremamente raro - la nota del Gaslini - e sono state messe in atto tutte le misure ritenute appropriate. Non era stata effettuata segnalazione all’Autorità giudiziaria non essendo emersi elementi tali da configurare ipotesi di reato». «La direzione - precisano dal San Martino - resta a completa disposizione per garantire il proprio supporto agli organi inquirenti e per fare chiarezza sull’accaduto».
Genova, bimba muore poco dopo il parto: scatta l’inchiesta. La mamma era in cura e i medici in disaccordo
La tragedia a 54 minuti dalla nascita, esposto della famiglia. Sotto la lente l’operato di due ospedali, sequestrate le cartelle cliniche







