Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiDi nuovo in fiamme il Medio Oriente. Dopo l’incontro a Washington tra il presidente degli Usa Donald Trump e il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, l’Iran ha colpito nello stretto di Hormuz tre petroliere e una base americana in Giordania. La reazione di Washington è stata immediata. Aerei a stelle e strisce e dell’Arabia Saudita hanno colpito in Libano le Forze di mobilitazione popolare, una formazione paramilitare filoiraniana. Nei bombardamenti sarebbero morte 20 persone, tra le quali 5 pasdaran.
Trump ha lanciato un avvertimento al regime iraliano: «Colpiremo duramente», ha dichiarato in seguito agli attacchi che hanno bersagliato la base in Giordania. I ribelli yemeniti Houthi si preparano a imporre pedaggi per le navi in transito attraverso lo stretto di Bab el Mandeb, nel Mar Rosso. Secondo un esponente del governo yemenita la mossa segnalerebbe una pericolosa escalation che ha l’obiettivo di trasformare «uno dei corridoi marittimi più strategici del mondo in una fonte permanente di finanziamento per le attività militari e terroristiche». Un drone ha inoltre colpito una nave cisterna statunitense nel porto egiziano di Mietta.






