Le strutture, note come geoglifi amazzonici, sono state rivelate da scansioni laser aeree (LIDAR) in un’area che ospitava l’antica civiltà Aquiry. Lo studio su Nature.

ll geoglifo di Piloto, uno dei siti della civiltà Aquiry identificati grazie aalle scansioni laser aeree (LIDAR).. Credit: M. Pärssinen et al, Nature 2026.

Sotto la Foresta Amazzonica si nascondono centinaia di strutture geometriche di forme e dimensioni diverse. Sono i geoglifi amazzonici, grandi opere di terra che si estendono in un’area che un tempo ospitava la civiltà Aquiry, un’antica società multiculturale di cui si sa ancora poco. Le strutture sono state rivelate da scansioni laser aeree (LIDAR) che hanno mappato la forma del terreno sotto chioma degli alberi in una sezione di circa 4.500 chilometri quadrati dell’Amazzonia sudoccidentale.

Nell’area i ricercatori hanno identificato oltre 400 geoglifi, di cui 36 erano già noti, tra cui il sito di Piloto, a Fazenda Cipoal, a quelli di D. Schaan, Fazenda Atlântica e Amag34. “Presentano strutture esterne quadrilatere e multilaterali con terrapieni mai osservati in precedenza in fotografie aeree o immagini satellitari” spiegano gli studiosi. I geoglifi di Piloto (a), D. Schaan (b), Fazenda Atlântica (c), Amag34/Lid24_05_43a (d), Lid24_05_44a (e) e Lid24_09_1b (f), ricostruiti mediante modelli digitali del terreno ottenuti dai dati LIDAR. Credit: M. Pärssinen et al., Nature, 2026. Rapportando i dati all’intero territorio della cività Aquiry, esteso per circa 183.000 chilometri quadrati, i ricercatori stimano che possano esistere oltre 20.0000 antichi geoglifi. Il più grande finora conosciuto di estende circa 50 ettari. “Tutte queste strutture sembrano essere servite come centri pubblici, cerimoniali e politici per visitatori invitati, senza occupazione permanente o strutture difensive” aggiungono i ricercatori. I risultati dell’analisi sono stati appena pubblicati in uno studio su Nature.